(musicoterapia) Trattato dell’influenza della musica. 1811.

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Pietro (Peter) Lichtenthal (Bratislava, 1780 – Milano, 1853), Trattato dell’influenza della musica sul corpo umano e del suo uso in certe malattie con alcuni cenni come si abbia ad intendere una buona musica. Tradotto dal tedesco e ricorretto dall’autore medesimo. Milano, Presso Giuseppe Maspero, 1811. In-8 (cm 21,5 x 13), cartonato rustico coevo, pagine XVI, 94, (2). Prima edizione italiana. Un capitolo è dedicato al tarantismo. In buono stato – qualche alone e abrasione alla copertina.
Peter Lichtenthal nacque a Preßbourg (l’attuale Bratislava) il 10 maggio 1780. Laureatosi in medicina all’università di Vienna, trentenne (1810) si trasferì a Milano dove ricoprì la carica di censore del regno Lombardo-Veneto; qui restò fino alla morte, avvenuta il 18 agosto del 1853. Uomo di vastissima cultura, pubblicò numerose opere sia in Austria che in Italia: come compositore spaziò fra i più diversi generi, scrivendo, fra l’altro, 7 balletti per il teatro alla Scala, musica sacra, orchestrale e da camera. Come teorico non si occupò solo di musica: oltre al suo Dizionario, a trattati di armonia, a studi su Mozart e sull’estetica musicale, scrisse di medicina (con un trattato di musicoterapia), di botanica, di astronomia e di geografia. Negli ultimi anni della sua vita curò inoltre alcuni almanacchi editi da Ricordi, a quell’epoca pubblicazioni decisamente di larga tiratura. Durante gli anni trascorsi a Milano allacciò rapporti con importanti famiglie cittadine e fu estimatore e promotore della musica di Mozart, coi cui parenti a Vienna aveva stretto legami d’amicizia.
Maspero, Giuseppe. <sec.19> Tipografo e libraio milanese. Intraprese la sua attività grazie anche alla dote della moglie, ma nel 1831, travolto dal dissesto del collega Gaetano Schiappati, che aveva fatto socio della sua impresa, fu costretto a cedere l’azienda ai creditori. Nel periodo 1802-1806 strinse con Pirotta una società tipografica e subentrò a Giuseppe Galeazzi tipografo de Il Caffè, insieme al di lui genero Giuseppe Boucher. Cfr. M. Berengo, Intellettuali e librai nella Milano della Restaurazione, Milano 2012, pp.89, 94, 205, 262. Venduto

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